Se avessi avuto anche cent'anni
io delle mie lacrime neppure una, mai,
l'avrei saputa o potuta rallentare almeno.
Me ne hai sgorgate così tante eppure,
un giorno, mi son detto che in quel giorno
le avevo già versate tutte prima e forse
non ne tenevo ancora così tante dentro.
Invece Tu, Papà,
ti sei portato via il barlume di quel mio sorriso
ch'è andato via dal giorno stesso dei tuoi mali
Adesso Tu mi guardi,
così mi dicono e ci credo, ci voglio credere
da lassù in alto dove vivono le stelle
ed io mi sento così piccolo, qua sotto,
piccolo come quando mi guardavo e ti guardavo
e dentro il cuore mi sei stato il grande uomo
a cui mi rifugiavo,
da cui, ahimè, fuggivo...
I tuoi occhi ghiotti
Quello che ho potuto
farti come dono
più del dolce, del pranzo e del nostro stare insieme
è stato darti amore
come così soltanto, adesso lo vuoi avere:
capito come un bambino,
carezzato, baciato, coccolato,
tra i capelli,
accontentato, perdonato, incoraggiato.
E' stato tanto, dici,
troppo poco e troppo tardi ti rispondo
in mia accusa,
perchè a comprenderle per tempo
certe cose lasciano un profumo
ancor più buono,
senza quel retrogusto amaro
che vive dentro, in un dolore che non vale,
ma non so cancellare.
Però quel tuo viso
affondato nella crema
ed i tuoi occhi ghiotti
sono stati il regalo che tu
mi hai fatto.
(a mio Padre)
Ti bacerò sulla fronte
di nuovo rosata di bimbo
e farò mio nel cuore
il tuo profumo
il tuo sguardo
il tuo sorriso
che non hai mai perduto
nonostante, papà
nonostante lo sappiamo bene tu ed io.
Ti stringerò
ancora una volta domani
per quella volta che non lo potrò fare
e so già che saprai sentire
tutte le cose che non ti so dire
che non ti ho mai saputo dire.
Ti chiedo perdono
sin d'ora
del mio non esserci
forse, quel giorno
e se potrai aspettarmi non regalo
quest'ultimo regalo.
Mi chiama la vita papà
la mia vita.
Devo andare.
Un sorriso,una carezza,per favore
Soltanto questo chiedono i vecchi
se li guardi negli occhi
Un sorriso,una carezza,per favore
un pò di bene
chiuso dentro un pugno che si apre piano
a coccolare un sogno che è finito:
La vita!
Un braccio in cui poggiare
un corpo stanco che non sa stasera
forse
se sarà l'ultima chissà
l'ultima passeggiata
Un gelato
dal sapore fresco e sempre nuovo
per tornare bambini un momento
un istante
nell'attimo in cui lo lecca e s'apre un sorriso
Un angolo di caldo buono in cui poter pensare
ricordare
dentro agli occhi ciò che è stato
e una voce amica a cui potere raccontare
i giorni da leone
e poi....
un sorriso,una carezza,per favore
A mio Padre