HEI,SIGNORE IMPORTANTE...
Quello che non so fare, è cancellare il ricordo del nostro amore.
Tu hai voluto che ci credessi davvero, come te. Lo hai voluto a forza, con tutte le tue forze. Mi hai infilato nella mente e poi nel cuore, il pensiero felice. Io non lo conoscevo il pensiero felice. Non così almeno. Il nostro amore appassionato, ardente, infuocato. Il nostro amore contrastato, guardato ora con invidia ora con diffidenza, da chi diceva di volerci bene. Il nostro amore tormentato, di noi distanti che sapevamo sentirci vicini; fatto di pensieri che viaggiavano all’unisono, di sguardi. Abbiamo fatto l’amore di sguardi, la prima volta che ci siamo incontrati e io, non l’avevo mai fatto l’amore di sguardi…
Il nostro amore che ha fermato il tempo. Si, noi l’abbiamo fermato il tempo, in una notte di baci sul cuore fino all’alba. Il nostro amore che abbiamo lottato insieme, perché potesse vivere e poi, son rimasto da solo a lottare.
Le storie degli uomini sono dannatamente affascinanti, mi ha detto una volta una persona importante… cosa c’è di dannatamente affascinante in un uomo che ha cercato la morte, alla fine, soltanto per amore. Cosa c’è di dannatamente affascinante in un uomo che non sa più trovare l’amore, che vive di attimi rubati alla vita e dai quali, poi, fugge via per paura di morire ancora…
Cosa c’è di dannatamente affascinante in un uomo che ha soltanto voglia di innamorarsi di un amore che lo faccia volare soltanto e invece, sogna ogni notte di precipitare… si immagina ad occhi chiusi, sulla ringhiera del suo balcone ed ha davvero paura di cadere. Heiii, signore importante, me lo dici cosa c’è di dannatamente affascinante in tutto questo?
Per favore, qualcuno mi sa rispondere? Io non ci riesco a darmi una risposta.
Cosa c’è di dannatamente affascinate in un uomo che si ritrova ad amare ogni bambino che incontra, come se fosse il figlio che ha sempre desiderato, che vorrebbe colmarlo di regali e di carezze e che starebbe ad ascoltarlo per ore perché… se sapeste come sono grandi i bambini quando parlano… Cosa c’è di dannatamente affascinate in un uomo che ha paura di perdere sempre tutto ciò che possiede, dei suoi affetti più cari e per questo, ha paura di volere anche soltanto bene, figuriamoci amare.
Cosa c’è di dannatamente affascinante, nell’arrivare la sera stanco, sudato, e avere voglia soltanto che domani arrivi un nuovo giorno, per potere lavorare ancora ancora e ancora…me lo dici ehhhh? Signore importante…
Cosa c’è di dannatamente affascinante in un uomo che si guarda intorno, nella sua terra bruciata e non sa da che parte cominciare a levare le stoppe nere e non può fare a meno di respirare quel fumo, che gli fa mancare l’aria, che cammina a piedi nudi su quei tizzoni e ormai, non sente più il dolore sulle piaghe e continua a camminare, camminare, camminare… sperando un giorno di trovarsi in un campo appena in fiore e non guardare più quel fumo nero all’orizzonte.
No, signore importante, no signori, non è così. Queste storie di uomini non sono dannatamente affascinanti, sono dannatamente dolorose. Non smettono mai di fare male, non permettono di vivere e a volte, neppure di sopravvivere. Perché quando una lama ti è entrata nel cuore, è salita fino alla mente e ti ha attraversato il cervello… quei segni restano, non se ne vanno.
Così che posso fare, altro non posso che chiedere perdono, ancora, ancora e poi ancora perdono, a chi invano cerca di amarmi, a chi mi vorrebbe abbracciare e tenere stretto una notte intera e invece io fuggo al primo sguardo, perché non so più farlo l’amore di sguardi. A chi vorrebbe farmi volare, ma io paura di volare, perché ho paura di cadere… di cadere e farmi male, e piangere poi ancora, le lacrime delle mie lacrime, perché l’ho pure scritto, che anche le lacrime piangono… e il pianto delle lacrime, credetemi, è il dolore più doloroso che si possa incontrare. Quando piange una lacrima, non batte più il cuore…” E io il mio cuore una sera l’ho sentito fermarsi, anzi, non l’ho più sentito quella sera.
Chiedo perdono alle lucertole che ho ucciso… scrissi una volta, perché da bambino uccidevo le lucertole con la fionda e forse sono state le loro anime, che si sono vendicate, uccidendo me.
Che ne sai, signore importante, dei miei sguardi spenti dietro i miei sorrisi, eppure sapessi come ridono i miei amici, come m’inventano amori che non ho mai avuto anche se li ho amati.
Che ne sanno loro che un amore che si ama un notte soltanto, che si vive un istante, poi lascia un vuoto dentro ancor più grande. Eppure, quel signore ha anche detto che siamo noi a decidere se fare del nostro dolore il vuoto-pieno… No, signore importante, non ti so dare più ragione, adesso. Un tempo le tue parole mi hanno affascinato, adesso no. E’ facile per te parlare così, perché alla sera chiudi la porta e puoi andare a fare l’amore di sguardi e questo, credimi, signore importante, è la benzina nel cuore di un uomo.
Io invece riesco solo a fare male, a chi magari potrebbe, saprebbe, donarmi il suo cuore, io riesco solo a fare innamorare, a innamorarmi di un istante soltanto e poi, al primo raggio dentro ad una nuvola, fuggo via… ma non importa sai, a volte ci riesco ancora a convincermi che avevi ragione. L’hai detto sempre tu, signore importante, che la vita è: AL VOLERE DI DIO!