Il soffio leggero del vento del mare

Chi sono


Il soffio leggero del vento
del mare è il brivido dell’emozione...
D’improvviso l’anima
ha un sussulto,
un battito, un fremito
che non è soltanto per amore…
Il soffio leggero del vento del mare
può arrivare a ferragosto o a natale
È breve come un lampo,
una stella all’alba
e porta con sé i colori dell’arcobaleno
Ha soltanto una certezza:
Resta per sempre dentro il cuore
Armando

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Pensieri

Io sono un cantastorie. Racconto della vita, dell’amore del dolore. Io quando scrivo mi racconto Parlo di ciò che vedo, ciò che sento. Per favore, non chiamatemi poeta io sono un cantastorie

In fondo sono solo un uomo che ha pianto per amore che ha riso per amore che ha vissuto che ha donato che ha rubato attimi di vita alla vita Che ha voluto bene a un cane da bambino a mia Madre e a mio Padre Io voglio ancora bene ad ogni amore Conservo un cuore nei ricordi del mio cuore che mi ha voluto bene che mi ha amato che mi ha guardato dentro ed ha saputo leggermi l’anima Io la mia malinconia la porto dentro la nascondo i miei amici ridono quando stiamo insieme m’invidiano ma non me lo dicono le donne e il mio modo di fare però piangono quando mi leggono e a volte si chiedono Chi sono…

sabato, 25 giugno 2005





Se fosse Amore...

C'è un profumo
stamattina nell'aria
che non è nuovo
eppur se mi piace
lo voglio fuggire

Un rumore
che non è mai antico
di battito al cuore
nuovo ogni volta
eppure, non lo voglio ascoltare

D'istinto verrei a respirarlo
ad occhi chiusi ascoltarlo
lasciandomi andare
al profumo e al rumore

E se fosse amore...

Mi dispiace
non posso restare
l'ho promesso prima di morire...


frammento di: Armando_ delle ore 12:31 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 20 giugno 2005




Immagine presa dal web

I Poeti

I poeti
quelli veri
quelli che hanno bocca al cuore
fanno parlare il mare

Fanno abbaiare le farfalle
volare i cani
e ballare i cavalli in piedi
anche su un piede solo

Ascoltano le parole del vento
carezzano l'anima
in un sussurro
e la loro invece, la trafiggono
per un amore mentito
un sorriso rubato

I poeti
quelli veri
sanno far vivere un sogno
perchè credono nei sogni
e all'alba poi
i poeti li raccontano
i loro sogni volati

I poeti
quelli veri
hanno l'anima immortale
Un dolore la fa morire
ma alla prima gioia
torna a vivere...
frammento di: Armando_ delle ore 02:54 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 15 giugno 2005




Sotto nuova luce
di Mario Fani (2003)

Olio su tela, cm 140x100

Mai Più

Mai più
mi travolgerà l'onda
della vergogna
e della rabbia a battermi nel cuore
mai più

Mai più
permetterò al mio nome
per colpa di nessuno
di essere rotato
tra i binari dell vita
travolto
dilaniato e le mie carni
sparse a putrefare al sole

Mai più
da oggi, lo giuro
mi guarderà un sorriso ambiguo
dovessi pure uccidere per questo

Mai più
a nessun dolore
neppur d'amore
e che foss'anche la morte di mio padre
permetterò altre impronte nel mio cuore

Ho steso un velo
una tela di ferro e d'acciaio
così che invano ancor
la morte possa entrare
fino al giorno, quello vero
che sarà del mio morire
frammento di: Armando_ delle ore 00:35 | link | commenti (3)
categorie: introspettiva
giovedì, 09 giugno 2005

 
 
 
Dai miei baci soltanto

Chiudi gli occhi, per favore
sentimi piano
di lingua leggera sui seni
intorno a quei punti di stelle
che san dare la vita
a morsi piano di labbra
cercando l’antico sapore

Lasciati fare l’amore
dai miei baci soltanto
lo so fare
lasciati godere

Ti poso piano sugli occhi
sul viso
e sul naso bambina
carezze di labbra leggere
come ti piace

Dalle tue mani
senza farti male
ti mordo il sapore
e le tue braccia non mi stanco
di percorrerle tutte

Accompagna coi tuoi gemiti
appena sussurrati
la mia discesa
mi fermo un attimo a mangiarti il ventre
che solo tu sai farlo grembo
e poi
vengo a rubarti il sapore del piacere

Perdonami se ti torturo
le labbra con le mie
lasciami fare
andare, fuggire e ritornare
di morsi e baci senza farti male

Fammi essere un pittore
sulle tue spalle nude
la saliva non ha colore
ma dipinge il piacere

Lo vedo in ogni brivido
il tuo quadro a rilievo
tu che come tela giaci
all’incalzare dei miei baci

Chiudi gli occhi, per favore
Lasciati fare l’amore
dai miei baci soltanto…
frammento di: Armando_ delle ore 00:52 | link | commenti (2)
categorie: poesie e racconti erotici
venerdì, 03 giugno 2005

 
 
 
Caffè Freddo
Le candele accese al limite della loro esistenza riflettevano morbide ombre sul tavolo tra posate disordinate e piatti svuotati.
“Ma dimmi la verità, cosa ci fai qui stasera?”
“Perché?”
“Perché è una vita che non ti fai vedere o sentire. Nemmeno una telefonata.”
“Ho fatto male a venire?”
La risposta non fu immediata, Marco si versò ancora del vino, nella bottiglia ne era rimasto poco. “Ancora un po’ di vino?” chiese con un mezzo sorriso mentre le candele continuavano a dipingere ombre sempre più incerte.
“Va bene.” Avvicinò il bicchiere, il vino cominciò la sua danza circolare riempiendolo per metà. “Non hai risposto alla mia domanda.” Incalzò mentre ritirava il bicchiere.
“E’ importante la mia risposta? Cambierebbe qualcosa?” sorseggiò lentamente, il vino era diventato più caldo ma altrettanto piacevole.
Lei non rispose, si limitò a guardarlo, attese.
Marco la conosceva bene, pesò mentalmente le parole “Non hai fatto male. Mi fa piacere che tu stia qui. Solo che…”
“Solo che?”
Marco sorrise in modo amaro, scolò l’ultima goccia di vino e la guardò fisso.
“Ci sediamo sul divano?” chiese alzandosi e piegando disordinatamente il tovagliolo, “Staremo più comodi e risponderò a tutte le tue domande.

Il divano era grande ed accogliente, Marco mise su un CD di Jazz, Summertime cominciò a riempire piano la stanza con la sua dolce melodia. “Cosa mi avevi chiesto?” domandò quando erano seduti l’uno di fronte all’altra. “Ti stavo chiedendo…”
“Aspetta” la interruppe, “facciamo che sono io a farti una domanda.”
La donna lo guardò valutando, “Va bene” rispose alla fine, “Chiedi quello che vuoi.”
“Vuoi baciarmi?” Marco la osservò, i suoi occhi si accesero, il riflesso delle candele li rendeva grandi e profondi. Meravigliosi occhi verdi.
“E poi?” chiese lei mentre, senza rendersene veramente conto si stava già avvicinando.
“Non interessa il dopo, mi basta averti ora, in questo momento, la vita non è per sempre.”
Lei si avvicinò ancora fino ad incontrare le sue labbra. Le bocche s’incollarono come magneti di polo opposto, nessun dubbio, nessun ripensamento. La camicetta fu la prima cosa che cadde di lato mentre mani esperte fecero saltare i ganci del reggiseno; fu la volta di lei che lo spinse fino ad appoggiare la schiena al bracciolo del divano, quindi il golf di cotone finì arrotolato ai piedi del tavolino. Le labbra continuavano a cercarsi, a trovarsi senza mai fermarsi, senza mai trovare pace; finché il divano non divenne troppo piccolo e si ritrovarono quasi senza accorgersene sul grande letto, troppo grande in alcune sere, di Marco.

Fecero all’amore come altre volte, finché stanchi finirono distesi vicini. Lei gli voltava le spalle in posizione fetale, lui guardava fisso il soffitto. Era stato bello, ma era finito.
Sapeva che domani Milena si sarebbe alzata prima di lui, avrebbe preparato il caffè, una tazzina per se ed una per lui, ma non gliela avrebbe portata, l’avrebbe lasciata sul tavolo.
Una volta alzato avrebbe trovato quella solitaria tazzina di caffè ormai freddo. Quella tazzina rappresentava ormai tutta la sua vita: solitaria e fredda.
Non era riuscito a tenerla con sé, non era riuscito a trovare un modo per non farla andare via e questa cosa continuava a rodergli dentro specialmente quando gettava nel lavandino il caffè freddo di quella tazzina solitaria.

Questa volta però non sarebbe finita così, non questa volta ed un’idea gli si affacciò alla mente, prima una timida presenza, quasi impercettibile, successivamente sempre più chiara, sempre più nitida. Valutò con attenzione, analizzò tutte le conseguenze, le alternative e decise che quella era l’unica soluzione.
Milena s’era addormentata, ne sentiva il respiro profondo. Marco continuò a riflettere fin quando l’orologio digitale non segnò le 2:55 del mattino. Si alzò piano ed andò in cucina, era buio, ma si muoveva con dimestichezza, quella era casa sua d’altronde. Aprì il mobiletto dove teneva il caffè, prese il barattolo e lo poggiò sul bordo del lavandino; prese la caffettiera, riempì il serbatoio fino alla valvola, mise l’imbuto, il caffè e chiuse stringendo forte aiutandosi con uno straccio di cucina. Accese il fuoco ed attese. Ritornò nella camera da letto, Milena s’era girata dal lato opposto e teneva allungato il braccio destro. Aveva il viso rilassato e sembrava felice. Sorrise, rientrò in cucina e si sedette sulla sdraio che teneva fuori al balcone. La notte di lì ad un’ora avrebbe cominciato a ritirarsi piano, ma non ora, non era giunta ancora l’alba e le stelle brillavano monotone. Marco si alzò per controllare il caffè, stava venendo su, abbassò la fiamma come faceva sempre, uscì dalla cucina, si avvicinò al divano e raccolse la camicetta di Milena, ne sentì il profumo, quel profumo che amava, sentì qualcosa dentro, di forte, la strinse forte e ritornò alla caffettiera, spense e da un secondo mobiletto basso prese due tazzine, aggiunse lo zucchero, mezzo cucchiaino per lui due cucchiaini per lei che lo amava dolce il caffè. Girò lentamente, poi spostò le tazzine sul tavolo, le mise vicine con i manici opposti, prese un foglio dal blocco che aveva vicino al telefono e scrisse
questa volta ho fatto prima di te… ti amo
Ripose la penna di lato al foglio, chiuse la finestra del balcone, quindi aprì il gas al massimo, sorrise al pensiero e tornò a letto. Piano si stese di fianco a Milena ed aspettò che il sonno, quel sonno eterno che lo avrebbe legato a lei per sempre.

Dopo qualche ora un raggio di sole illuminò due tazzine di caffè, ormai freddo.
Autore: Massimo Petrucci
frammento di: Armando_ delle ore 00:37 | link | commenti (3)
categorie: i miei amici poeti
mercoledì, 01 giugno 2005





Chiedimi se sono felice

Chiedimi se sono felice
Guardami negli occhi, ti rispondo
Nei miei occhi
brilla soltanto il nero della notte
Non ho prati verdi
ne cieli azzurri
in cui poterti perdere
Ma tu mi potrai dire
che anche il mare di notte è vita
ed io ti rispondo che vivo...

Chiedimi se sono felice
Ascolta il mio cuore, ti rispondo
se lo sai ascoltare
Si sente lontano un battito
ma lo sciabordìo del mare
nel mio cuore non fa più rumore
Ma tu mi potrai dire che anche il mare calmo è vita
ed io ti rispondo che vivo

Chiedimi se sono felice
parla con la mia mente, ti rispondo
se troverà un minuto per parlarti
senza interromperti
senza chiederti
senza tentare d'impararti a memoria
pensandoti uguale ad ogni poesia
e tutto questo senza sapere mai cos'è l'affanno
Ma tu mi potrai dire che ogni uomo è vita
ed io ti rispondo che vivo

Chiedimi se sono felice
ti risponderò che vivo
frammento di: Armando_ delle ore 00:07 | link | commenti (2)
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Leggimi adesso o stanotte
non importa
Le mie mani sono sempre lì
leggere sui tuoi seni
a sfiorare piano
i tuoi fiori che sbocciano

Li stringo piano
lentamente li respiro
ed ape m'invento a succhiarne il sapore

Sentimi sulla tua pelle
m'invento mille carezze
prima di baci e morsi senza farti male
e fatti morire di piacere...

Lasciami navigare
alzata la vela
dentro il tuo mare
sfiorando appena le pareti bagnate della grotta
la tua grotta
nascosta fra lo scoglio di venere
ed altro non fare che chiudere gli occhi
abbandonata al mio mare

Leggimi adesso o stanotte
non importa...
frammento di: Armando_ delle ore 00:00 | link | commenti (3)
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