
Granelli di sabbia
Quanti milioni di granelli di sabbia ho visto splendere al sole, come gemme
li ho carezzati piano, con mani e piedi
li ho mescolati insieme al mare
ai miei pensieri, ai desideri bambini e di uomo
e quanti castelli ho costruito
Quante volte ho fermato il tempo
sotto l'acqua dei ponti
incantato a guardare l'attimo
ed ognuno è stampato nel cuore
Ma son rimasti intatti, i sogni infranti d'ogni castello
Ogni sera li rivedo
non li carezzo ma li sfioro,ad uno ad uno
e ad uno ad uno gli sorrido
per alleviargli le pene del dolore
io che nelle pene ho imparato a navigare
Poveri sogni miei...

Qualcuno mi sa dire, per favore
dove posso trovare, se magari lo posso comprare
un istante d'amore
che sia per un istante, eterno
nell'attimo infinito d'uno sguardo
d'un respiro insieme, d'un sospiro
di un tocco di mano leggera
come sentire una carezza sul cuore
Io l'ho vissuto
e Ti ringrazio per ciò, Dio
e adesso ne ho bisogno ancora
Mi basta un attimo, soltanto uno
il tempo appena di ricaricare il cuore
Dove posso...per favore
La spartizione
Era Ottobre quando alla vita chiesi di lasciarmi in pace e invocai la morte di venirmi a prendere. Al mattino il sole brillava ancora caldo e forte e la notte, quella notte, la luna sorrideva ancora, a parte una lacrima...
Tutto fu perchè capii che la vita non mi dava più quell'emozione, senza la quale non sapevo vivere. D'improvviso mi ritrovai senza più forze per proseguire il mio cammino. La vita è una strada in salita, ogni giorno. Io ero stato per tanto tempo uno scalatore instancabile ma, nonostante tutto, cadevo e risalivo, cadevo e risalivo. Dio sa quante volte ho creduto di toccare la vetta e poi, d'improvviso, ancora giù...e ricominciavo daccapo.
Allora invece mi ritrovai in preda all'astenia. I miei muscoli si rifiutavano di muoversi. La mia mente era stanca di pensare e andava vagando verso gli antichi meandri, forse perchè era più facile ricordare che cercare nuovi orizzonti, nuove strade alternative per riprendere a scalare.
Così scelsi un divano per feretro e mi misi ad aspettare. La morte venne solo a sfiorarmi ma poi se ne andò. Perchè, mi chiesi sempre. Forse non mi ero vestito bene, forse avevo lasciato il telefonino acceso e siccome aveva la videocamera, la morte aveva paura di essere ripresa e per questo non si avvicinò. Non l'ho mai saputo.
Allora mi volli fare convinto che quello fosse il volere di Dio e in silenzio lo accettai.
Dissi così, me lo ricordo ancora: Va bene Signore, se questa è la croce che devo portare, essa è nulla confronto di quella che ha portato il Tuo Figlio. E così sia...
Solo adesso ho compreso realmente cosa è successo, quella notte.
La morte è venuta, accanto a me c'era la vita che cercava di trattenermi. Così le due signore si son messe a litigare, per me... E' già successo che alcune donne hanno lottato per avermi ed io, che stupido, a volte ne ho riso.
Forse si saranno prese a schiaffi oppure per i capelli non lo ricordo, non lo so, dormivo.
Un tempo portavo la barba lunga grigiabiancanera e dicevo che quello era l'altro uomo che avevo trovato al risveglio. Un giorno guardai quell'uomo riflesso in una vetrina e vidi un corpo estraneo. Un giovane vestito da vecchio che in silenzio mi guardava. Chi sei, gli chiesi ma non mi rispose.
Così tolsi quella maschera che copriva il volto del giovane e provai a liberare ancora il bambino...E' stato un errore. Quella maschera copriva i segni del dolore, camuffava lo sguardo spento, dando all'uomo la forza di sentirsi protetto da una corazza e, a modo suo, improvvisarsi ancora guerriero.
Che importava se gli sguardi della gente dicevano: costui è un folle.
Solo adesso ho capito come finì davvero quella notte.
La vita e la morte si divisero le spoglie.
La prima si tenne il corpo, perchè in vita vogliamo solo questo, in fondo. Un corpo, un viso verso cui poter pregare, verso cui poter inveire, gridare, piangere o ridere. La morte si prese il cuore e l'anima...

Nel Rosso incanto
è difficile morire,
non piove
da giorni
sulla riva...
...quasi una lusinga
al silenzio
in onore
di luce.
Il richiamo
fa torto
al profondo
senza parola
l'assenza di un'onda
il canto
di rugiada
nel trambusto
del giorno.
...Ireland



Pensavo...
Dovunque il mondo si è fermato. In attesa dell'evento. Dalla politica allo sport. Dal gossip alla pubblicità. Il sacro ha unito il profano in un unico sentimento:L'attesa.
Nulla è stato risparmiato dal vento della commozione, dell'emozione che solo Sua Santità Giovanni Paolo 2°ha generato nel mondo.
Ieri sera ero a casa di alcuni amici, si festeggiava una laurea. Il televisore era acceso. Fra un pasticcino ed un sorriso l'occhio di ognuno andava fugace verso il video, a cercare un immagine,percepire una parola di questo o quel relatore del momento. Stamattina sono andato al mercatino. Fra le bancarelle di stoffe, cianfrusaglie e verdure non mancavano certo i televisori, sistemati fra delle nicchie create fra le roulottes ed i furgoni. Nei bar e nei supermercati idem. Forse è un fenomeno meridionale, forse è solo della mia città o forse è così in ogni dove, chissà. E' anche vero che pure io ho cambiato sintonizzazione alla mia radio in macchina, faccio zapping con il telecomando da un canale all'altro e cerco di non perdere nemmeno una notizia .
Cosa non è riuscito a creare, dentro il cuore di ognuno, il Santo Padre.
Che uomo straordinario che è stato. Sicuramente in questo momento mi sento molto cambiato dentro. Sento Dio, nel senso spirituale del termine, molto vicino; fino a qualche giorno fa avrei sicuramente risposto: "Va beh, morto un Papa se fa un altro..." senza voler assolutamente mancare di rispetto a Giovanni Paolo 2°, ma solo perchè avevo il cuore acerbo. Adesso invece il mio cuore, non voglio esagerare, ma lo sento intriso di un bene inspiegabile che nemmeno lo so spiegare. Ho anche pensato che adesso forse sarei pronto per morire, finalmente in pace. Ho voglia di dare e di avere del bene, così mi succede che lo riesco a cogliere in ogni cosa, anche nelle piccole ed insignificanti cose di tutti i giorni. Così mi succede che riesco a sorridere e a far ridere anche gli altri. Così mi succede che se mi chiama mio padre gli rispondo in modo gentile e gli dico per ogni cosa: "dai, non ti preoccupare, poi passo io e sistemo tutto". Così mi succede che se mi guarda il cane gli faccio una carezza e gli dico: " ma si vieni qua, che ti regalo una carezza pure a te..." e lui si mette a pancia all'aria... che scemo stò cane...
Ancora mi succede che poi mi fermo, perchè all'improvviso la testa mi ritorna a fare rumore, quel rumore strano che non mi so spiegare, oppure mi soffermo a pensare qualcosa che non riesco a ricordare e allora, allora mi ritorna un pò di ombra dentro al cuore... ma solo un pò, e se una lacrima ci prova a voler uscire, in maniera gentile le dico: dai, lasciami stare...l'asciugo e mi metto a fischiare...

Santità
Santità, se Lei sapesse come somiglia a mio padre.
La stessa smorfia di dolore, la fronte canuta e lo sguardo smarrito.
Anche per Lei sono lontani adesso, i tempi in cui il leone ruggiva…
Ad ogni voce nuova sento un brivido, lungo la schiena, e fermo sempre una lacrima.
Le hanno dato l’Estrema Unzione, anche mio padre l’ha avuta tanto tempo fa, Santità.
Anche mio padre ha il parkinson e sa, Santità, cosa ha detto una volta?
Siamo “colleghi” io e il Papa…
Dicono che sia una brutta bestia da gestire il parkinson e Lei e mio padre non l’avete domato.
Fino all’ultimo però avete combattuto.
Papà ha pianto Domenica, a Pasqua, quando Lei non parlava.
Io lo so che vuol dire quando la voce non vuole uscire…ha detto fra le lacrime, singhiozzando e poi, avrebbe dovuto vederlo,mangiarsi il suo uovo di cioccolato sporcandosi le mani come un bambino...
Non sono il solo a sentirLa così vicino, con il cuore. Tutto il mondo è in pena, perché Lei tutto il mondo ha conquistato. Con il Suo sorriso, con la Sua semplicità, con la Sua parola, con la Sua forza, con la Sua fede. Certo che ne ha passate Lei, Santità; anche mio padre sa? Mannaggia quanto siete uguali, solo che a Lei la faranno Santo, a mio padre purtroppo no, papà è stato solo un uomo.
Lei no Santità, se lo lasci dire. Lei non è stato soltanto un uomo. Lei è stato veramente un pastore, un pastore che non ha mai dimenticato una sola delle Sue pecore… che ha sempre avuto una parola per ognuno, perché ognuno le ha sentite nel cuore le Sue parole. Lei è stato un uomo che ha viaggiato per portare Cristo in ogni parte del mondo, che non ha avuto paura degli attentati, dei terroristi, dei pazzi…anch’essi figli di Dio!
Lei è stato l’unico, Santità, ad avere avuto il coraggio di chiedere perdono per le colpe della chiesa, chissà in quanti se lo ricordano.
Lei è stato il Papa del mondo. Dei giovani, dei vecchi, dei bambini. Nessuno è riuscito a non farsi colmare dalla sua grande forza, dalla sua fede.
Sarà difficile che un altro Papa possa essere voluto bene nel mondo come Lei.
Io avevo voglia di parlarLe stasera, sarei rimasto ben volentieri a vegliarLa stanotte, baciandole le mani. Sapesse quante volte l’ho fatto con mio padre.
Io lo so di cosa avrebbe avuto bisogno Lei stanotte; soltanto di un po’ di pace, di una mano che l’aiutasse a girarsi di fianco, sul cuscino; di qualcuno che l’aiutasse a far pipì come quando era bambino; di qualcuno che le facesse compagnia mentre i Suoi fantasmi La tormentan; le piccole cose di un uomo che sta per morire…
Magari domani starà già meglio, Santità, magari domani questa notte sarà soltanto un ricordo, per tutti. Magari domani Lei riuscirà ancora a strappare un sorriso al mondo, facendo gridare al miracolo, magari…
Magari domani Lei sarà gia Santo invece… chi lo sa, ogni cosa nella vita è al volere di Dio…
Io pregherò anche per Lei questa notte, Santità. Tutti abbiamo bisogno di una preghiera nella vita.
Anche per Cristo in croce le donne, e non solo, pregavano…
Le chiedo in cambio soltanto una cosa Santità, non certo per me.
Quando domani Lei sarà in cielo, dia una mano a mio padre per favore, non lo lasci solo…lo è stato tanto ultimamente e poi, non se lo dimentichi, eravate “colleghi”.
Santità, le auguro una notte serena, ne avrà bisogno. Al volere di Dio…